21/11/2016

2016 tra luci e ombre

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Il 2016 doveva rappresentare per il settore dell’economia immobiliare l’anno della svolta dopo un lungo periodo di crisi iniziato nel 2008 e concluso a fine 2015 durante il quale l’edilizia, in modo particolare, ha subito pesantissime ripercussioni in termini di perdita di posti di lavoro.

Si è trattato di una strana crisi perchè gli analisti nel 2008 avevano parlato di periodo transitorio mentre le criticità sono diventate strutturali e permanenti e siamo entrati in un vero e proprio buco nero che ha indotto già nel 2009 a parlare di lunga crisi.

Gli indicatori economici hanno ricominciato a dare segnali di ripresa ad inizio 2016 quindi ben 8 anni dopo dall’inizio delle difficoltà con un leggero incremento delle transazioni commerciali legate alla vendita di case che da sempre rappresenta il punto più avanzato di monitoraggio del settore; se si vende significa che mercato,banche e acquirenti sono tornati a creare un circolo virtuoso.

Ebbene mentre a Milano il mercato ha tirato, come abbiamo visto anche in riflessioni precedenti riportate su questo blog, non è andata nello stesso modo nel resto d’Italia;nel settore delle costruzioni, ad esempio, il 2016 si chiude con previsioni di crescita tra lo 0,3% e l’1% con un punto di domanda per il 2017.

Sicuramente il Governo ha lavorato per ridare impulso al grande settore delle infrastrutture ( si pensi all’abolizione dell’Imu sulla prima casa) ma quando le imprese attive nelle opere pubbliche incassano in 168 giorni contro i 60 prescritti dall’Unione Europea è chiaro che si palesano le difficoltà di un sistema in cui la burocrazia intesa come mole di documenti da preparare e presentare diventa un muro insormontabile.

Certamente un errore che non si può fare è pensare ad un settore che possa tornare ai livelli drogati del 2006 con prezzi folli degli appartamenti che rappresentavano l’essenza della bolla speculativa in cui eravamo precipitati. Per fortuna dei consumatori quei momenti non credo che torneranno a breve.

Da professionista attivo nel settore non posso che augurare che il 2017 sia un’anno di investimenti e di nuovi posti di lavoro. L’Italia ha le qualità e le forze per meritarsi di più.

Pasquale Salvatore

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