21/6/2016

Città e Periferie

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Parlare di periferie e della loro riqualificazione è tema sempre arduo che rischia di sfociare nella retorica.

Sono infatti le risorse economiche a disposizione il vero snodo su cui si gioca la partita; l’ultimo stanziamento è quello disposto dalla Legge di Stabilità 2016 che ha previsto una dotazione di 500 milioni per la riqualificazione delle periferie, ultimo apporto economico da quando nel 2012 è stato lanciato dal Governo Monti il Piano Nazionale per le Città.

Le stime sul “come è andata” non sono ancora disponibili ma si ritiene che siano partiti o ai nastri di partenza interventi per appena il 10% del totale.

Una delle difficoltà spesso riscontrate è che per questi programmi lo Stato chiede ai Comuni progetti immediatamente cantierabili ma le amministrazioni, in base alle attuali logiche di bilancio, possono portare un progetto alla fase di esecuzione lavori solo a fronte di coperture per realizzarlo.

L’alternativa su cui si sta cercando di lavorare è il ritorno alla logica cooperativa in cui il gioco di squadra Stato-Comuni permetta un cronoprogramma supportato da finanziamenti erogati centralmente ma certi nei tempi.

 

Pasquale Salvatore

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