5/7/2016

Dopo Brexit

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Il real estate cerca di difendersi dagli effetti della Brexit in un panorama agitato tra turbolenze e incertezza per il futuro, soprattutto sotto il profilo della crescita economica.

I listini di settore in Borsa hanno avuto un buon 2015 mentre non è stato così per i primi 6 mesi del 2016 dove l’attesa prima e lo shock dopo di Brexit hanno prodotto volatilità e revisione delle attese.

Cogliendo l’aspetto positivo dell’uscita londinese va anche specificato che l’importanza dell’immobiliare come classe di investimento alternativa non diminuisce alla luce della scelta del Regno Unito perchè la volatilità rappresenta un’occasione per entrare nel settore o per realizzare una rotazione di portafoglio.

In questo contesto sicuramente un mercato minore come quello italiano viene penalizzato a favore di mercati più grandi e attraenti europei o mondiali.

Nel Regno Unito gli effetti Brexit si sono manifestati da subito nel settore degli uffici e in quello del nuovo residenziale.

Fondamentale sarà in prospettiva il ruolo che giocherà l’Unione Europea rispetto alle politiche monetarie che deciderà di mettere in campo non solo con riferimento all’area euro ma anche in relazione al tema banche la cui delicatezza non tocca solo i risparmiatori con il cosiddetto “effetto sportello” ma anche i bilanci degli istituti appesantiti da importanti cespiti immobiliari invenduti e di difficile collocazione.

Pasquale Salvatore

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