8/1/2016

Le criticità della pianificazione urbanistica

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In Italia la Pianificazione Urbanistica si sviluppa su due livelli di legislazione. Uno nazionale con il Parlamento chiamato a fissare principi e criteri generali da far seguire agli Enti Locali e uno regionale con i Consigli Regionali chiamati a deliberare sulle norme applicative che a cascata i Comuni adotteranno nell’elaborazione dei propri Regolamenti Edilizi.

Fin qui tutto liscio o così sembra perchè scavando nelle varie legislazioni regionali scopriamo che tra di loro non c’è omogeneità con conseguente necessità di rincorrere la legislazione nazionale affinchè corregga le sue linee guida per evitare conflitti tra norma regionale e norma nazionale destinati , in mancanza di soluzione, al giudizio della Corte Costituzionale.

Se aggiungiamo che ad oggi un provvedimento urbanistico prima di essere licenziato definitivamente da un Consiglio Comunale deve prima essere adottato e succesivamente approvato dallo stesso organo consiliare comprendiamo come i tempi vengono a dilatarsi con grossi problemi per gli imprenditori che , pur volendo investire, devono fare i conti con una Pubblica Amministrazione elefantiaca che non corre certo di pari passo con le Banche che a quegli stessi imprenditori chiede ogni giorno importanti  interessi debitori.

Eppure sono anni che in Parlamento giacciono proposte finalizzate a semplificare quest’aspetto legato al momento decisionale della politica. Ho sempre ritenuto che il più intelligente dei correttivi da apportare fosse quello finalizzato a prevedere il passaggio in Consiglio Comunale del provvedimento urbanistico per l’adozione e il passaggio nella sola Giunta Comunale per ratificare l’approvazione.

Speriamo che nei nuovi e buoni propositi del 2016 ci possa essere anche un pò di buon senso che aiuti la certezza del diritto a imporsi.

Pasquale Salvatore

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