23/5/2017

Nuove scuole

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In questi ultimi anni spesso le scuole italiane sono state alla ribalta non per la qualità della formazione offerta ai propri studenti quanto invece per la scarsa manutenzione che ha provocato situazioni anche drammatiche come il caso dell’alunno deceduto Rivoli nel 2008 . Anche la scuola italiana ha bisogno di un massiccio investimento in termini di risorse economiche ma ancor di più necessita di un cambio di passo rispetto al concept architettonico e di progettazione.

In occasione dell’ultima Biennale di Venezia molti importanti professionisti si sono confrontati su questi temi arrivando a definire gli ambiti scolastici “le nuove piazze della città diffusa”, un luogo democratico di incontro pensato con schemi originali anche dopo il suono dell’ultima campanella.

Una sfida avvincente per un Paese dove sono ancora troppi gli istituti a rischio amianto se si pensa che, secondo l’Ossertorio nazionale amianto, ci sono 2.400 istituti e 350.000 studenti esposti.

Contemporaneamente però crescono le inaugurazioni di edifici scolastici belli sotto l’aspetto architettonico, efficienti, sotto l’aspetto energetico, studiati ripensando le funzioni di pari passo con i modelli di insegnamento; un nuovo modello di edificio progettato non solo con aule e corridoi ma per essere uno spazio pubblico aperto oltre l’orario scolastico e in cui palestre, aule speciali, hall, biblioteche, mense rappresentano un centro civico.

In questo modo gli ambienti di raccordo assumono un ruolo da protagonisti e cambiano la loro funzione in relazione al software da utilizzare; una ricerca realizzata dall’Università di Salford in Inghilterra ha rivelato come l’ambiente sia in grado di incidere sull’apprendimento almeno quanto la capacità dei docenti.

In Italia ci sono esperienze virtuose che vanno in questa direzione; tra le tante ricordiamo Riccione che ha lanciato un concorso di progettazione in due fasi per costruire una scuola panoramica pensata in maniera innovativa anche dal punto di vista dell’insegnamento e non solo dell’architettura 2.0.

 

Pasquale Salvatore

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