1/5/2017

Ponti e strade

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Dopo i crolli dei ponti a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi(Lecco, Osimo,Fossano) cresce lo sconcerto tra quanti per lavoro in particolare o per turismo percorrono le strade italiane domandandosi se viaggiano in modo sicuro.

In realtà bisogna subito dire che le capacità ingegneristiche del personale tecnico impiegato presso le aziende deputate alla manutenzione e gestione dei vari trochi autostradali e statali sono di primissimo piano. Esiste un problema ovviamente di fondi necessari a garantire standard continui di sicurezza e ad oggi per la manutenzione straordinaria(messa in sicurezza e miglioramento) dei 26.436 km di rete stradale nazionale servirebbero 2,5 miliardi di euro di investimenti effettivi all’anno. La spesa reale ad oggi , seppure raddoppiata rispetto agli anni scorsi, è stata 450 milioni di euro nel 2016 quando insomma bisognerebbe spenderne 5 volte tanto.

Il ritardo accumulato è pesante aggravato dalla vetustà delle infrastrutture risalenti in gran parte agli anni ’60 e ’70 e a questo bisogna aggiungere che in Italia il traffico merci è quasi tutto su gomma per cui strade,ponti e viadotti sono sottoposti a sollecitazioni che ne accelerano l’obsolescenza. Nel caso del crollo del ponte di Fossano è difficile pensare che dopo 27 anni si tratti di un problema costruttivo altrimenti il ponte sarebbe crollato prima.

Per tentare di dare una risposta in termini di prevenzione che è fondamentale Anas ha previsto 900 nuove assunzioni di personale sul territorio conosciuti come “cantonieri” per mappare il fabbisogno di manutenzione e tenere aggiornato l’elenco di infrastrutture su cui intervenire con l’intento di lavorare sulla messa in sicurezza dei viadotti.

Pasquale Salvatore

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